Arte nell’era del Tecnocene

Arte nell’era del Tecnocene

L'incontro fa parte di un ciclo di quattro lezioni aperte della Scuola di alta formazione con i curatori e gli artisti coinvolti nel programma espositivo 2022-2023 per riflettere sulla relazione tra l’arte contemporanea e i paradigmi dell’innovazione tecnologica

Lezione di Nadim Samman, curatore del KW Institute for Contemporary Art di Berlino.

Orario

18.00


Ingresso

Ingresso libero fino ad esaurimento posti


Informazioni

L'incontro in inglese con traduzione presso AGO Modena Fabbriche Culturali (Largo di Porta Sant’Agostino 228, Modena), nella sala ex Cappellaall’interno degli spazi di Future Education Modena. 



Siamo tutti immersi nella tecnologia, ma in che modo? Viviamo con device che hanno modificato il nostro modo di fare esperienza, scandiscono l’intera giornata e i nostri pensieri e sembrano ingabbiarci in una rete invisibile di condizionamenti. L’arte ha ancora un ruolo possibile nel comprendere e rappresentare il mondo in cui viviamo?  


A partire dalle opere e dalle tematiche correlate alla mostra di Eva&FrancoMattesMost to LeastViewed, l’incontro riflette sui modi in cui l’arte del XXI secolo si confronta con la cosiddetta “tecnosfera”: la megastruttura tecnologica costruita dall’uomo, quasi inimmaginabile nella sua complessità e scala, che circonda, organizza e sovrasta le nostre vite ormai in modo inevitabile. Cavi, codici, satelliti diventano così le nuove icone di un mondo crittografato, di cui gli artisti esaminano l’estetica, raccolgono le preoccupazioni e, rivolgendosi a coloro che non sanno scrivere il codice, mettono in scena una propria versione del “digitale”. 

Nadim Samman è curatore per la Digital Sphere al KW Institute for Contemporary Art, Berlino. Si è laureato in Filosofia all'University College di Londra prima di ricevere il dottorato di ricerca presso il Courtauld Institute of Art. È autore e curatore di numerose pubblicazioni e nel 2019 ha ricevuto il Primo Premio dell'International Award for Art Criticism (IAAC). I principali progetti curatoriali includono la 4a Biennale di Marrakech (2012), la 5a Biennale di Mosca per la giovane arte (2015) e la 1a Biennale Antartica (2017). Nel 2022 è autore del volume “Poetics of Encryption. Art and the Technocene” (HatjeCantz, autunno 2022). 


L'incontro fa parte del ciclo L'ARTE, NOI E LA TECNOLOGIA, all'interno della programmazione di Modena-City of Media Arts e g
razie alla collaborazione con MEMO-Comune di Modena è valido come esperienza formativa per gli insegnanti di ogni ordine e grado. Iscrizioni sul sito di MEMO qui.

Le lezioni, curate dalla Scuola di alta formazione, indagano sulla 
relazione tra l’arte contemporanea e i paradigmi dell’innovazione tecnologica. Oggi, più che mai, le interconnessioni tra questi ambiti sono molteplici e mutevoli: le tecnologie digitali sono al contempo strumento di creazione artistica e mezzo della sua fruizione, oltre che stimolo per una riflessione sulla nostra condizione postumana, tra cyborg e antropocene. Indagare queste relazioni risulta di fondamentale importanza non solo per comprendere le ultime tendenze della ricerca artistica nelle Media Arts, ma anche per acquisire indispensabili strumenti di lettura della nostra società iper-tecnologica, immaginando nuovi scenari futuribili e possibili rapporti con le macchine intelligenti. Infine, studiare il lavoro degli artisti permette di comprendere le sorprendenti potenzialità del loro pensiero laterale, anche nel campo della ricerca tecnologica e scientifica. 

 

 

 

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