KENRO IZU #2
AFFERRARE L'ETERNITÀ CON LA STAMPA AL PLATINO - MOSTRE IN PILLOLE FmavInsideOut

Un breve viaggio alla scoperta di Kenro Izu. Requiem for Pompei con Daniele de Luigi, curatore della mostra.

Nel 1979, fotografando le piramidi di Sakkara in Egitto, Kenru Izu ha dato vita a un’importante serie dedicata ai luoghi sacri di tutto il pianeta, utilizzando tecniche di ripresa fotografica e stampa Ottocentesche.

Il fotografo giapponese utilizza il banco ottico Deardorff, una macchina fotografica in legno che permette la produzione di negativi di grande formato, fino a 35x50 cm. La tecnica utilizzata per la stampa di questi negativi è la stampa al platino e palladio: un procedimento realizzato con negativi a contatto che permette di realizzare fotografie dal tono molto caldo e ricchissime di dettagli.

La stampa a contatto consente anche a Kenro Izu di catturare immagini che preservano in qualche modo l’importante relazione tra la vita e la morte presente nei luoghi sacri ritratti, trasferendo sulla fotografa un’aria densa e molto particolare mai passata in altri luoghi.

 

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La mostra, curata da Daniele de Luigi e Chiara Dall'Olio, è co-promossa dal Parco archeologico di Pompei che, per l’occasione, ha prestato alcune riproduzioni dei celebri calchi in gesso delle vittime dell’eruzione.

Il progetto Requiem for Pompei, iniziato nel 2015 in collaborazione con Fondazione Fotografia Modena, è dedicato alla città campana distrutta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. e sepolta sotto la cenere e i lapilli. L’esposizione propone una selezione di 55 immagini inedite, donate da Kenro Izu alla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, scattate tra le rovine di Pompei, dove l'artista ha collocato, con un poetico gesto di pietà, le copie dei calchi originali dei corpi che spiccano come bianche sagome umane.


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MOSTRA

KENRO IZU. Requiem for Pompei

L’esposizione presenta 55 fotografie inedite, frutto di una visione lirica di quanto è rimasto a Pompei, il giorno dopo l’eruzione del 79 d.C. La mostra è co-promossa dal Parco archeologico di Pompei che per l'occasione presta alcune riproduzioni dei celebri calchi in gesso delle vittime.