Le immagini del futuro

Le immagini del futuro

L'incontro fa parte di un ciclo di quattro lezioni aperte della Scuola di alta formazione con i curatori e gli artisti coinvolti nel programma espositivo 2022-2023 per riflettere sulla relazione tra l’arte contemporanea e i paradigmi dell’innovazione tecnologica

Dialogo tra il collettivo di artisti IOCOSE e Francesca Lazzarini, curatrice

I prossimi appuntamenti

22.02.23 / 18:00

 

Orario

18.00


Ingresso

Ingresso libero fino ad esaurimento posti


Informazioni

Incontro presso AGO Modena Fabbriche Culturali (Largo di Porta Sant’Agostino 228, Modena), nella sala ex Cappellaall’interno degli spazi di Future Education Modena. 



Alla luce dei cambiamenti radicali intercorsi nella società globale degli ultimi decenni grazie al progresso tecnologico e all’avvento dei social media, si è modificato anche il modo con cui costruiamo la nostra visione del mondo, proiettandovi i nostri bisogni e i nostri sogni. Qual è l’immaginario più efficace per rappresentare il futuro? Quanto siamo condizionati dalle visioni commerciali che accompagnano l’uscita dei nuovi prodotti tecnologici? Quali sono le ripercussioni sul nostro presente delle narrazioni legate a questa idea di progresso?  A partire dalle suggestioni offerte dalla mostra Loops & Vectors allestita alla Palazzina dei Giardini, la curatrice Francesca Lazzarini dialogherà con il collettivo artistico IOCOSE sulla pervasività delle metafore visive legate alla narrazione dello sviluppo tecnologico e sulle trasformazioni storiche e culturali ad esso collegate. L’incontro offrirà anche l’occasione per una riflessione sulle strategie di utilizzo di questi stessi immaginari nel mondo dell’arte, offrendo nuove prospettive critiche.   

 

IOCOSE è un collettivo fondato nel 2006 da quattro artisti (Matteo Cremonesi, Filippo Cuttica, Davide Prati, Paolo Ruffino), ha esposto i propri lavori presso alcune delle maggiori istituzioni artistiche, tra cui MAMbo (2018), Fotomuseum Winterthur (2017), The Photographers Gallery (2018, 2016), Tate Modern (2011), Science Gallery (2012), Jeu de Paume (2011), FACT (2012), Transmediale (2013, 2015) e presenti in pubblicazioni come Wired, The Creators Project, Flash Art , Neurale, Liberazione, Der Spiegel, El Pais. La ricerca di IOCOSE indaga principalmente come le narrazioni che circondano il futuro della tecnologia lascino tracce nel presente.  

Francesca Lazzarini è curatrice in arti visive e PhD researcher in Advanced Practices al Dipartimento di Visual Cultures di Goldsmiths, Londra. La sua ricerca guarda al post-fotografico come spazio aperto e dinamico dove ripensare le relazioni con e attraverso le immagini per promuovere nuove forme di collaborazione, coesistenza e comunanza intra-specie. Ha lavorato per Fondazione Fotografia Modena (ora FMAV) e la Scuola di alta formazione dal loro avvio sino al 2013. Ha poi intrapreso un percorso indipendente orientando la sua pratica curatoriale verso progetti di medio-lungo termine basati su ricerca, collaborazione e sperimentazione. Dirige il programma di residenze AiR Trieste, che ha attivato nel 2016, ed è tra i fondatori della piattaforma di ricerca POIUYT. 

 

L'incontro fa parte del ciclo L'ARTE, NOI E LA TECNOLOGIA, all'interno della programmazione di Modena-City of Media Arts e grazie alla collaborazione con MEMO-Comune di Modena è valido come esperienza formativa per gli insegnanti di ogni ordine e grado. Iscrizioni sul sito di MEMO qui.

Le lezioni, curate dalla Scuola di alta formazione, indagano sulla 
relazione tra l’arte contemporanea e i paradigmi dell’innovazione tecnologica. Oggi, più che mai, le interconnessioni tra questi ambiti sono molteplici e mutevoli: le tecnologie digitali sono al contempo strumento di creazione artistica e mezzo della sua fruizione, oltre che stimolo per una riflessione sulla nostra condizione postumana, tra cyborg e antropocene. Indagare queste relazioni risulta di fondamentale importanza non solo per comprendere le ultime tendenze della ricerca artistica nelle Media Arts, ma anche per acquisire indispensabili strumenti di lettura della nostra società iper-tecnologica, immaginando nuovi scenari futuribili e possibili rapporti con le macchine intelligenti. Infine, studiare il lavoro degli artisti permette di comprendere le sorprendenti potenzialità del loro pensiero laterale, anche nel campo della ricerca tecnologica e scientifica. 

 

 

 

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